Lead time di produzione: cos’è, come si calcola e come ridurlo

Postato da AMMINISTRATORE il 20/01/2026
Lead time di produzione: cos’è, come si calcola e come ridurlo
Nel linguaggio quotidiano della produzione si parla spesso di tempi, di ritardi e di consegne che slittano. A un certo punto compare il termine lead time di produzione, ma non sempre è chiaro cosa indichi.

Molti responsabili di produzione parlano di lead time pensando ai tempi di lavorazione in reparto, ma è importante non confondere due concetti diversi: lead time totale e lead time di produzione.

In questo articolo faremo chiarezza, partendo dalla definizione di lead time, distinguendo le diverse tipologie di lead time e concentrandoci poi sul lead time di produzione, con un approccio pratico e orientato al reparto produttivo.
 

Cosa si intende per lead time

Con il termine lead time (letteralmente tempo di attraversamento) si indica il tempo complessivo necessario per completare un processo, dall’inizio alla sua conclusione.
In ambito produttivo, possiamo definire il Lead Time come il tempo totale che passa dalla richiesta del cliente alla consegna del prodotto/servizio.
 

Tipologie di lead time: quali sono e cosa misurano

A seconda del punto di osservazione e della fase del processo analizzata, è possibile distinguere diverse tipologie di lead time. Comprenderle è essenziale per evitare confusione e per intervenire nel punto giusto.
 

Lead time totale

Il lead time totale, noto anche come customer lead time o order-to-delivery lead time, misura il tempo che intercorre tra l’ordine del cliente e la consegna del prodotto finito. È una metrica vista dal cliente e rappresenta un indicatore sintetico dell’affidabilità complessiva del sistema, perché include tutte le fasi attraversate dall’ordine, non solo il calcolo dei tempi di produzione.
La formula di calcolo è semplice e diretta: Lead Time totale = Data di consegna − Data ordine cliente
 

Lead time di produzione

Il lead time di produzione misura il tempo che il prodotto trascorre all’interno del processo produttivo, dal rilascio in produzione all’uscita del prodotto finito.

Comprende lavorazioni, set-up, attese tra le operazioni, movimentazioni interne e scorte in corso di lavorazione, ma esclude i tempi commerciali e amministrativi.
È una metrica interna di fabbrica, centrale per il responsabile di produzione.
 

Lead time di approvvigionamento

Il lead time di approvvigionamento indica il tempo necessario per ottenere materiali o componenti dai fornitori, dalla conferma dell’ordine alla loro disponibilità in azienda.
Influisce direttamente sulla pianificazione, sulle scorte e sulla continuità produttiva.
 

Lead time di consegna

Il lead time di consegna è il tempo che intercorre tra il completamento del prodotto e la sua consegna al cliente ed è legato principalmente alla logistica.

Distinguere correttamente queste tipologie di lead time permette di osservare il processo nel suo insieme e di capire dove il tempo viene assorbito, fornendo una base oggettiva per valutazioni e interventi di miglioramento.

Nel resto dell’articolo ci concentreremo in modo specifico sul lead time di produzione, analizzando come può essere calcolato e ridotto in modo efficace.
 

Lead time di produzione: che cos’è

Ci concentreremo adesso sul lead time di produzione: cos’è, come si calcola e perché la sua misurazione è decisiva per chi gestisce un reparto produttivo.

Come già accennato, il lead time di produzione è il tempo che intercorre dal rilascio dell’ordine in produzione all’uscita del prodotto finito dal processo produttivo.
Misura quindi quanto tempo il prodotto rimane all’interno del reparto produttivo, includendo lavorazioni, set-up, attese tra le operazioni, movimentazioni interne e scorte in corso di lavorazione.

Questo significa che il lead time di produzione non coincide con i soli tempi di produzione, ma li ingloba insieme a tutte le fasi non a valore che rallentano il flusso.

Se gestisci o supervisioni un reparto produttivo, questo indicatore è centrale perché riflette il comportamento reale del processo, non quello pianificato. Un lead time di produzione elevato segnala spesso la presenza di attese, disallineamenti, accumuli di WIP o colli di bottiglia non evidenti.

Misurare correttamente il lead time di produzione è fondamentale perché:
  • • indica la capacità del processo di rispondere alle variazioni della domanda;
  • • influenza direttamente affidabilità, flessibilità e saturazione delle risorse;
  • • incide sulla possibilità di ridurre tempi, scorte e complessità operative.

Per questo motivo, nei prossimi paragrafi analizzeremo come si calcola il lead time di produzione e quali leve operative permettono di ridurlo in modo strutturale.
 

Come si calcola il lead time di produzione

Per migliorare il lead time non basta percepirlo come “lungo” o “corto”: serve misurarlo in modo oggettivo e coerente, partendo da un criterio chiaro e condiviso. La misurazione è il primo passo per passare da sensazioni e urgenze quotidiane a decisioni basate sui dati, in linea con i principi del miglioramento continuo.

Nel contesto operativo, il lead time deve essere calcolato in modo semplice ma rigoroso, utilizzando riferimenti temporali non ambigui e facilmente tracciabili. Solo così diventa uno strumento affidabile per confrontare ordini, periodi diversi o alternative di processo, e per valutare l’efficacia delle azioni di miglioramento.

La formula di base è:

Lead Time di Produzione = Data fine produzione − Data rilascio in produzione

Questo calcolo fornisce una prima misura utile per comprendere quanto il processo sia rapido o lento nel trasformare un ordine in prodotto finito.
Quando però l’obiettivo è analizzare il processo in profondità e intervenire in modo strutturato, è necessario adottare modelli di calcolo più dettagliati, che scompongono il lead time nelle sue componenti e rendono visibili sprechi, attese e colli di bottiglia.

Questo approccio è coerente con i principi della Lean Production, che considerano la misurazione del tempo di attraversamento uno strumento chiave per rendere visibili sprechi, attese e discontinuità nel flusso.
 

Come ridurre il lead time di produzione

Ridurre il lead time di produzione spesso significa intervenire sul flusso, non sulla velocità delle singole operazioni.
In particolare, le leve principali sono:
 

Ridurre le attese

Eliminare code, fermi e tempi morti tra una fase e l’altra ha un impatto diretto sul tempo di attraversamento complessivo.

Azioni operative:
• misurare quanto tempo un ordine non viene lavorato
• individuare i punti in cui il WIP si accumula
• intervenire lì, non sull’intero processo
 

Limitare il WIP (Work In Process)

Troppi ordini aperti contemporaneamente aumentano le attese e rendono il processo meno prevedibile. Meno WIP significa flussi più regolari e lead time più brevi.

Azioni operative:
• limitare il numero di ordini contemporaneamente aperti
• evitare di lanciare un nuovo ordine se uno simile è fermo in attesa
• privilegiare il completamento rispetto all’avvio
 

Stabilizzare il flusso produttivo

Sequenze chiare, regole di priorità definite e meno cambi continui di programma permettono agli ordini di attraversare il processo più rapidamente.

Azioni operative:
• definire regole di priorità semplici e condivise
• ridurre i cambi continui di sequenza
• evitare ripianificazioni quotidiane non necessarie
 

Ridurre le cause di interruzione

Mancanza materiali, attese di attrezzaggio, rilavorazioni e problemi di qualità allungano il lead time senza creare valore.

Azioni operative:
• analizzare fermi ripetuti
• separare problemi occasionali da problemi strutturali
• intervenire prima su ciò che accade spesso, non su ciò che fa più rumore
 

Migliorare la sincronizzazione tra le fasi

Quando le operazioni non sono allineate, una fase produce più di quanto la successiva sia in grado di assorbire, generando accumuli e attese. Migliorare la sincronizzazione significa far avanzare gli ordini in modo continuo, senza anticipi inutili né strozzature.

Azioni operative:
• individuare i punti di accumulo tra una fase e l’altra e intervenire su quelli più ricorrenti
• ridurre i lotti di trasferimento per aumentare la frequenza di passaggio tra le fasi
• allineare i ritmi produttivi tra fasi consecutive, evitando che una lavori sistematicamente “in anticipo” rispetto alla successiva


Il lead time di produzione non si riduce “correndo di più”, ma eliminando ciò che rallenta il flusso. Questa è la chiave per ottenere miglioramenti reali e sostenibili nel tempo.


 

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